IL CULTO DEGLI DEI ROMANI

CARISSIMI VIANDANTI OGGI ABBIAMO L’ONORE DI INTERVISTARE EMANUELE VIOTTI , CHE CI PARLERA’ DEL CULTO DEGLI DEI ROMANI DI CUI SI OCCUPA NEL BLOG ” AD MAIORA VERTITE”.

1)Buondì caro Emanuele, grazie di essere con noi, leggo il sito e lo trovo molto ben fatto, vuoi dirci come ti sei avvicinato al Culto Romano? E perché? 

Grazie a te Dany per avermi invitato a questa intervista.
Io ero, come molti, cristiano. Tuttavia frequentando catechismo mi sono sempre più spesso trovato davanti a domande senza risposte. Il massimo di risposta a cui potevo ambire era “mistero della fede”, ma a me questa cosa della fede (molto diversa dalla fides romana) non è mai piaciuta. Dio ci aveva dato un cervello al fine di usarlo, lo avremmo offeso se avessimo accettato passivamente tutto quello che ci dicevano!
Perciò dopo un periodo di ateismo sentivo che mi mancava qualcosa, ne percepivo la mancanza dentro. Allora mi misi alla ricerca, e nel tempo libero dopo scuola sul vecchio windows xp iniziai a studiarmi le religioni del mondo. Ovviamente a “studiare” nei termini in cui un ragazzino di 13 anni poteva fare.
Dopo circa un anno di ricerca iniziarono ad accadere cose strane, un’improvviso desiderio di immergermi nella natura, insieme ad alcune esperienze di vita apparentemente insignificanti ma che mi fecero capire che l’Universo è in equilibrio e che la Giustizia reggeva tutto. Non sapendo che religione potesse fornirmi questo iniziai a venerare, a mio modo, la Giustizia.
Dopo alcuni altri mesi, avevo 14 anni, ma me lo ricordo come fossi ieri, feci un sogno che mi indirizzò direttamente verso il Culto Romano. Studiai in modo più approfondito la cosa, ma con grande fatica perché all’epoca non si trovava niente online, e molto poco di cartaceo (soprattutto in una città molto cattolica come la mia). In fine, anche grazie a vari forum tradizionalisti iniziai d approfondire. Il mio percorso di studio, fortemente influenzato dallo studio della filosofia al Liceo, è durato inizialmente 4 anni, durante i quali mi sono limitato a fare gli esercizi di meditazione trovati sui vari forum di MTR, Gentilitas e Porta di Giano, e qualche offerta improvvisata, ma sincera, alle divinità familiari. Trovando comunque poco online, se non articoli molto ben infiocchettati ma poveri di contenuto, iniziai a leggere direttamente le fonti antiche. Il mio primo libro mi venne regalato da un amico buddhista: “De Vita Beata” di Seneca. Un ottimo strumento per chi cerca la felicità!
Sui riti non si trovava nulla, e comunque volevo aspettare di diventare maggiorenne prima di iniziare a compiere riti veri e propri. In fine i primi riti che feci a diciotto anni me li passò un amico, poi scoprii che non avevano nulla a che vedere con quello che dicevano le fonti, ma lui era in buona fede. Ovviamente non ho poi smesso di studiare, anzi Ad Maiora Vertite è per me un grosso stimolo per continuare ad informarmi ed approfondire… i nostri follower sono molto attenti e precisi, e temo che mi possano linciare se gli scrivessi qualcosa di raffazzonato o di rimasticato! Gli sono molto grato di questa continua spinta!

2)Vi sono molte persone che si accostano al Culto Romano, se si, cosa li spinge secondo te a tornare alla religione dei nostri antenati? 


In tutto il mondo c’è questo ritorno a paganesimo, non è solo una questione Romana.
Le tradizioni delle terre dei padri stanno chiamando ognuno al suo Culto d’origine.
E’ come se nel pieno dell’Età del Ferro una forza sottile stesse premendo su tutti gli individui. Molti purtroppo sono incrostati nei desideri materiali e schiavi delle proprie passioni più basse, motivo per cui non riescono a percepirla. Purtroppo, e questo è il lato negativo, in questo momento ne vengono per lo più presi gli individui che hanno problemi nella loro vita materiale, e perciò (altrettanto schiavi delle proprie passioni) trovano in questo uno sfogo al loro desiderio di rivalsa.
In pratica in questi si trasforma in una tendenza solo emotiva.
Tuttavia ognuno di questi manca completamente il punto. Il punto sono gli Dèi.
Per molti gli Dèi sono un mezzo per raggiungere uno scopo. Invece il culto dei nostri antenati era un mezzo per raggiungere gli Dèi. Gli Dèi sono lo scopo.
Assisto allibito a certe conversazioni tra tradizionalisti in cui litigano sulla costruzione di un rito.
Le fonti sono molto importanti per noi, su Ad Maiora Vertite abbiamo pubblicato diciassette articoli dedicati esclusivamente a come si fanno i riti alla maniera dei romani, basandoci esclusivamente sulle fonti antiche. Tuttavia per quanto questo punto sia importante, la correttezza del rito non è il fine da raggiungere, ma il mezzo. Ed è ovvio che tanto è più preciso il mezzo, tanto più sarà centrato lo scopo.
Se devo fare una lungo viaggio, sceglierò l’automobile catorcio, o un bel suv con tanto di gps?

Perciò penso che quest’onda, questa forza, questo nume, che sia maschio o femmina, o in qualunque altro modo lo si voglia chiamare, c’è e sta premendo su tutti gli individui in maniera sempre maggiore. C’è un motivo se i seguaci delle religioni pagane sono in costante aumento.
Per molti è solo moda, ma perché essi la vivono soltanto nei piani bassi della loro esistenza, ma intanto la vivono.
Chi è più sensibile invece la vive in modo più approfondito, e lavora per l’accrescimento del paganesimo, ognuno secondo le sue competenze e qualità. Io credo di essere un discreto divulgatore, motivo per cui risulto in vista, ma ci sono moltissime persone davvero speciali, estremamente competenti che mi hanno insegnato molto nel mio percorso, e che in silenzio lavorano senza che nessuno se ne accorga, e senza che nessuno dica mai loro grazie. Loro sono i veri eroi di questa lotta.


3) L’ idea di sviluppare un sito con relativa pagina fb da cosa è nata e su cosa vi basate nel portarla avanti?

Nel 2012 io e la mia ragazza dell’epoca eravamo usciti da una setta che si presentava come tradizionalista romana e che non era. Non entro nel merito della questione ma basti dire che molte opere all’interno erano immorali, prima ancora che illegali. Perciò quando queste vennero fuori decidemmo di uscirne. Ne eravamo stati membri per un paio d’anni, e fummo iniziati al suo interno, perciò quando ce ne andammo (insieme ad altre cinque persone) ci trovavamo abbastanza spaesati.
Allora decidemmo di riprendere in mano i libri e le fonti antiche e ricominciare tutto da capo, mettendo in dubbio ogni cosa di tutto quel che sapevamo.
Tabula rasa.
Tra l’altro eravamo colleghi al corso di Scienze Archeologiche alla Sapienza, perciò questo ci aveva dato molti strumenti per studiare. Da qui l’idea di creare un sito che avesse due scopi: studiare la religione romana partendo dalle fonti, in modo tale da dare a tutti la possibilità di evitare di cadere nella stessa trappola in cui eravamo caduti noi; e fornire a chiunque informazioni su come si facessero i riti, cosa che altrimenti era impossibile fare senza entrare in qualche gruppo, presentandoli non come un punto d’arrivo, ma come una ricerca in continua processione (così come eravamo noi!). Sulla nostra piattaforma originale (tumblr, che oggi è una delle appendici di Ad Maiora Vertite) c’è ancora la nostra prima ricerca sul culto privato dal titolo “sul Culto Privato: risultato delle ricerche svolte in questo trimestre”, poi confluito nella più grande serie “Rito Romano” interamente visibile su wordpress.
La pagina FB è arrivata dopo, e al solo scopo di farci conoscere maggiormente, ma oggi possiede una vita propria e pubblica in modo indipendente dal sito.
Per quanto concerne le nostre basi non posso far altro che rimandarvi alla pagina “I Principii di Ad Maiora Vertite” che trovate sul nostro sito, sotto il menù a tendina “il blog”.

3)Il vostro sito si basa su molte fonti storiche dando molto arricchimento teorico ma ha anche una grossa parte Pratica e operativa, vero? 

Si esatto. I nostri follower sono di due tipi, appassionati di storia antica più o meno vicini al mondo universitario, e politeisti. Noi ci rivolgiamo ad entrambi.
Dove necessario gli articoli sono divisi un due, la prima parte storica con tutte le fonti, e la seconda invece più “mistica” dove parliamo di esperienze e di questioni non immediatamente estraibili dalle fonti, e che interessano più ai politeisti che non agli appassionati di storia.
La parte pratica è, per quanto possa sembrar strano, la parte di Ad Maiora Vertite dove maggiormente abbiamo cura delle fonti. Questo in base ad un principio: non c’è nessuno che possa meglio parlarci del politeismo romano, di un politeista romano vissuto in una società che era politeista romana. 

Come dicevo sopra, bisogna cercare di avere il mezzo migliore per raggiungere il giusto fine.
Perciò è necessario essere molto precisi in quello che pubblichiamo. 

Anche perché nel momento in cui mettiamo dei riti a disposizione di tutti, è una nostra responsabilità morale. Se qualcuno si fa male perché abbiamo dato spazio alla fantasia, siamo noi a rispondere davanti agli Dèi, mentre quello che c’è scritto sulle fonti è certamente quello che facevano i romani, e perciò indubbiamente corretto.
La pratica privata poi è responsabilità del singolo individuo. 

Non tutto quello che scrivo su AMV lo faccio nella mia pratica personale, e faccio cose che non scrivo su AMV. 

Incoerenza? No, responsabilità. 

Perché in quest’epoca in cui ognuno di noi è un ricercatore, in cui non ci sono veri maestri, in cui è tutto da ricostruire (compresi i culti familiari), quello che va bene per me non è detto che vada bene per altri.
Sarei un irresponsabile se spacciassi il mio culto romano privato, così pieno di tradizioni familiari che chissà da dove vengono, così pieno di roba che ho raccattato in giro nella mia vita, per il vero culto romano che tutti debbono seguire. No. 

Il culto romano da seguire è quello che sta scritto nelle fonti, e che cerchiamo di raccogliere e ricostruire con maggior precisione possibile su Ad Maiora Vertite, poi ogni Pater Familias nella sua casa fa e decide quello che vuole, senza doversi sentire costretto da dogmi.
Anche se con le fonti bisogna sempre farci i conti, perché ignorare quel che dicevano gli antichi e fare diversamente da loro non è una scelta, ma un caso. Invece la vera scelta prevede di sapere cosa dicevano, e coscientemente scegliere di seguirlo oppure no.
È difficile per molti oggi comprendere questa separazione tra privato e pubblico, tuttavia è fondamentale, se non altro come esercizio di abbattimento dell’ego.
“Noi” non siamo sempre noi stessi, siamo “noi” nel privato, con gli amici, a casa, ma quando rappresentiamo terzi, fossero anche degli ideali o (come in questo caso) una religione, non siamo più “noi” ma siamo portavoce di quelli, e siamo obbligati a riportare quanto essi vogliono che sia detto. È chiaro che quel che la Religione Romana vuole dire oggi, è scritto nelle fonti, e non nelle esperienze che viviamo privatamente, e che potrebbero influenzare ingiustamente gli altri. Poiché essi vengono da noi alla ricerca del Culto Romano, non possiamo quindi spacciargli per tale quello che in realtà è il nostro culto privato.
Ecco le molte ragioni del largo -e criticato- uso di fonti che noi facciamo.


4)Per la parte riguardante il culto attivo, da quali fonti avete attinto e come avete rapportato il culto attivo alla vita moderna di oggi? 

Le fonti antiche principali sono: Catone, il De Agri Cultura; Cicerone, De Officis, De Divinatione, De Natura Deorum; Macrobio, Saturnalia; Aulo Gellio, Notti Attiche; Plutarco, Questioni Romane; Ovidio, Fasti.
Queste sono indubbiamente le principali per l’aspetto pratico.
Tuttavia la gran parte delle informazioni sono sparse in tutte le altre fonti, una parola qui, una frase là. 

L’Ab Urbe Condita di Livio è una miniera d’oro in questo senso, si capiscono moltissime cose soltanto leggendo quali scelte vengono fatte innanzi ai prodigi, o quali riti avvengono, o alcune parole con riferimenti ad eventi divini, il problema è che sono 45 libri, frammentari, ne quale puoi leggere per ore senza trovare nulla di attinente, e poi spunta fuori una frase utile. E questo vale per tutte le fonti.
Oltre a questo moltissime informazioni si trovano sul materiale epigrafico, facciamo larghissimo uso del CIL (Corpus Inscriptionum Latinarum), anche per confrontare ed integrare i dati delle fonti bibliografiche con quelle archeologiche.
In fine ci sono molto utili anche le statue. Infatti noi conosciamo esattamente le varie posizioni da adottare durante i riti proprio grazie alle raffigurazioni statuarie dell’epoca.
È come cercare di ricostruire un puzzle, i cui pezzi sono mescolati ad altre centinaia di puzzle diversi.
Perciò il lavoro che fa chi va alla ricerca di materiale sulla religione romana è veramente immane.
Ma oggi siamo fortunati perché parte del mondo accademico si sta interessando in modo sempre più serio ed approfondito al tema, e perciò possiamo attingere da questi lavori.

Ci tengo a precisare una cosa: vedo spesso nel mondo pagano che si usa indicare per “fonte” qualunque testo pubblicato. Tuttavia la “fonte” è esattamente come la fonte di un fiume, è il punto originario dal quale sgorga l’acqua. Perciò non è fonte il testo più o meno serio pubblicato l’anno precedente. La fonte è il punto originario dal quale scaturiscono le informazioni, e nel nostro caso sono “fonti” sempre e solo il materiale prodotto in antichità, che è anche il più affidabile essendo quello più prossimo alle questioni descritte.
Se scrivo un testo sulle guerre napoleoniche la fonte saranno i diari di Napoleone, i bollettini di guerra, i registri di paga dei soldati, e cose simili.
Credo sia importante fare chiarezza su questo.

5)Chi volesse conoscere e praticare il Culto degli Dei Romani da cosa dovrebbe partire? Quali testi leggere, quali pratiche basi da seguire? E’ un culto accessibile a tutti a prescindere o richiede determinati requisiti, per esempio la conoscenza della lingua latina? 

Abbiamo scritto diversi articoli su come iniziare dal punto di vista pratico, perciò farò delle considerazioni su cosa la persona ha bisogno di trovare dentro di sé, e non fuori da sé.
Il Culto Romano è accessibile solo a chi vuole accedervi.
Senza se e senza ma.
Non si può “fare” il tradizionalista romano, bisogna esserlo. E se uno non lo è, deve diventarlo.
Noi non seguiamo il Culto Romano solo quando siamo davanti al larario (un tempietto domestico dove si fanno i riti), lo siamo sempre.
Cerchiamo di mantenere un equilibrio tra tutti i corpi che ci compongono, allenando e disciplinando il fisico, esercitando e controllando l’animo e le emozioni, educando e curando la mente, affinché si possa percepire maggiormente il Genio, cioè la parte divina che c’è in noi, e che è fondamentale per fare i riti. Se tutti i corpi non sono perfettamente funzionanti ed allenati, nessun rito potrà mai funzionare.
Non sono consentiti eccessi nel Culto Romano, se non nelle poche feste previste (dove l’eccesso è rituale, che non vuol dire spaccarsi di alcool come dei disperati).
Ci vuole una disciplina di ferro, e tanto, tantissimo studio.
Questo perché oggi non c’è un’eredità familiare da seguire come in antichità, e chi vuole iniziare deve destrutturare dentro di sé una mentalità cristiana, e ricostruirne una antica. E deve farlo da solo.
Perciò la costanza e la disciplina sono le uniche cose richieste.

La lingua latina è importante, anche quella andrebbe studiata, ma è sufficiente saperla in modo elementare, quanto basta per riuscire a costruire da sé i riti (che sono molto standardizzati). I riti si fanno in latino, su questo non si scappa, ma bisogna anche capire e sapere quello che si sta dicendo.
Come ho detto, è un percorso faticoso, non è una tradizione da pantofole e divano.
I nostri antenati erano gente dura e disciplinata, che agiva prima di tutto, vorrei riportarti un paio di citazioni latine se me lo consenti:

<presso il Popolo Romano tutti i più saggi erano anche molto attivi, nessuno esercitava l’ingegno senza esercitare il corpo. Tutti i migliori preferivano agire piuttosto che parlare.>
Sallustio, La congiura di Catilina, 8

<Non abbiamo vinto gli Ispanici con il nostro numero, né i Galli con la forza, né i Cartaginesi con l’astuzia, né i Greci con le tecniche. Ma per l’essere pii, per la religione, ma soprattutto per quella saggezza che ci ha fatto riconoscere che tutto è regolato e governato dal potere degli Dèi immortali: questo è, Padri Coscritti, che ci distingue dalle altre nazioni; è per questo motivo che abbiamo prevalso su tutti i popoli dell’universo.>
Cicerone, De Haruspicium Responso, IX, 19

Volendo invece parafrasare Vegezio: il Romano non era prolifico come i Galli, è meno colto dei Greci, più basso dei Germani, meno forte degli Ispanici, meno ricco e astuto degli Africani, ma disciplinato, efficiente e valoroso come nessun altro.

6)In questi giorni abbiamo assistito ad un grosso attacco sferrato al sito e alla pagina, qualcuno vi ha segnalati, secondo te perché? A chi può dar fastidio il vostro sito e perché?

Ad Maiora Vertite è nato come una cosa molto piccola che faceva sostanzialmente ricerca, pubblicava citazioni, e si trovava ai margini della Tradizione Romana e del mondo pagano. Oggi invece è cresciuta, ci scrivono diverse persone, tra cui laureati in storia ed archeologia, e stiamo iniziando ad esser presi come uno dei punto di riferimento non solo nel mondo romano.
L’articolo che è stato segnalato in massa (segnalazione da cui è partito poi il blocco ad Ad Maiora Vertite) trattava i Boschi Sacri nella religione romana.
Purtroppo ci sono alcune persone che hanno l’opinione pregiudiziale che i romani fossero dei crudeli distruttori di alberi, “cementificatori”, in contrasto con altri popoli che invece sarebbero amanti della natura, green, vegan, in un universo di unicorni rosa dove i Romani interpreterebbero i Gargamella della situazione. Purtroppo la storia non è questa.
Di certo i popoli dell’Europa continentale non creavano le loro armi con la magia, ma con fornaci alimentate a legna, gli edifici erano di legno, persino i pali dei santuari in cui venivano impalate vive le persone come sacrifici (vedi River Walbrook o a Gournay-sur-Aronde) erano di legno.
Da questo punto di vista gli esseri umani sono tutti uguali, l’unica differenza è che la fortunata posizione geografica di Roma l’ha fatta nascere e crescere con delle caratteristiche sociali ed economiche apprese dai vicini, cosa che ha facilitato il suo ingrandirsi molto velocemente, diventando molto presto la prima città del Lazio, seppur con il minor controllo territoriale.
Lì si sono poste le basi per la sua espansione.
In ogni caso, se anche avessero ragione (e non è così), mi sembra evidente, che non si possa confondere a questo modo una civiltà di duemila anni fa con la sua religione, e la sua applicazione odierna.
Perciò mi pare evidente che questi individui pecchino di ignoranza (prendendo per buona la loro argomentazione), o nel migliore dei casi di ingenuità (essendo che propongono un’argomentazione priva di senso).
Naturalmente volendo, noi, escludere a priori la possibilità della mala fede.
Un amico archeologo mi raccontò, infatti, che gli capitò una situazione simile alla nostra per un articolo che aveva pubblicato diversi anni fa’ sullo stesso argomento, e venne completamente sommerso di insulti e minacce.
Il fanatismo settario di questi gruppi perciò li porta ad avere in odio chiunque contrasti questa loro cinematografica visione.
Ad Maiora Vertite da molto tempo sta lavorando per contrastare questo pregiudizio, anche perché siamo molto sensibili al tema della tutela ambientale. Sulla pagina Facebook abbiamo pubblicato un album che si chiama “Tradizione ed Ecologia” dove raccogliamo citazioni di autori latini che parlano della difesa dell’ambiente.
Il nostro buon Mattia, che più di tutti nel gruppo sta seguendo questo tema, ha in cantiere altri sei articoli sullo stesso argomento, e ne ha già pubblicati due che riguardano le fonti sacre, oltre a quello dei Boschi Sacri segnalato.
Io stesso ho scritto un articolo dal titolo Tradizione e Tecnologia in cui spiego il contrasto che c’è tra il vivere in una società come la nostra (che ha bisogno di distruggere la Natura per vivere) ed il romano pio che invece deve viverci in equilibrio.
Poiché alcuni pretendono di avere l’esclusiva di alcuni aspetti del sacro, e che si configurano nella sacralità della Natura e nelle pratiche legate al mondo dei morti, gli viene in odio che i “Gargamella” pubblichino un articolo che va a toccare quello che credono essere un proprio dominio esclusivo. 

Un articolo che risulta incontestabile, essendo che quanto scriviamo è sempre sostenuto da un grande uso di fonti antiche (sia bibliografiche che archeologiche), gli impedisce di confrontarsi nel dialogo, perciò il fanatismo settario li costringe a puntare sulla censura.
A me questa vicenda è profondamente dispiaciuta perché, sia privatamente che come Ad Maiora Vertite, sono sempre stato sinceramente aperto al dialogo con chiunque nel mondo politeista, ma temo che questo sia stato scambiato per debolezza da alcuni.
Ci tengo però a sottolineare che si tratta solo di una minoranza, e questo è stato dimostrato soprattutto dal fatto che moltissimi nell’ambiente politeista non romano hanno pubblicato messaggi di sostegno ad AMV. La cosa ci ha fatto molto piacere perché ci ha ripagato della nostra apertura e disponibilità, e dall’altro ha reso ancor più ridicola e solitaria l’azione di questi.
Tuttavia anche se la situazione è stata di nuovo portata alla normalità non abbiamo intenzione di fermarci, perché se è successo a noi può accadere a chiunque nell’ambiente pagano, ed non vogliamo assolutamente che questo capiti. Ci è stato offerto patrocinio gratuito da un importante studio legale di Torino, ed abbiamo già iniziato ad agire.
Un nostro follower ci ha inviato una citazione di Plutarco che dobbiamo ancora verificare, ma credo sia perfettamente adeguata alla nostra situazione:
<I Romani non prendono mai le armi per primi, ma se costretti a farlo, le deporranno solo per secondi>

7)Chi volesse sostenervi in questa battaglia contro chi cerca di oscurarvi , cosa può fare e come? 

Chi ci vuole sostenere può iscriversi direttamente al sito www.admaioravertite.wordpress.com , con il suo indirizzo mail, in modo tale che se dovesse riaccadere potrà comunque ricevere notifiche sui nuovi articoli pubblicati senza passare da Facebook.
Inoltre può sacrificare ai propri Dèi, a suo modo, in nostro favore.

Poi c’è un grande aiuto che si può fare, ma è una cosa quotidiana e che sarà utile a tutti. In Italia veniamo educati all’omertà fin da piccoli, questo per altro è il fondamento della cultura mafiosa (che c’è un motivo se è nata proprio in Italia). Perciò quando vedete qualcosa che non va, o leggete discorsi deliranti di questi personaggi, o assistete ad azioni immorali o illegali, non state zitti.
Segnalatelo alle autorità competenti, e ditelo apertamente!
Non dovete temere chi fa casino, o fa la voce grossa.
Come Ad Maiora Vertite pensiamo di aver dimostrato che è possibile uscire a testa alta dalle azioni di questi, e senza danno alcuno.
Se poi vi minacciano di maledizioni, o temete che possano essere compiute, e per questo state zitti (premesso che è un reato anche questo, si chiama “minacce”, e non importa se lo Stato non riconosce l’esistenza della magia, comunque vi hanno minacciati), ricordatevi che chi ha la vera forza, e che sa fare le cose, non ha bisogno di sbandierarlo.
Ed anzi, più spesso non ha nemmeno bisogno di usare le sue conoscenze rituali a danno di altri perché è talmente tanto in pace con gli Dèi (Pax Deorum), la sua vita è talmente allineata con il volere degli Dèi, che è fortunata e nulla ddi male gli capita o gli interessa che capiti.

Volendo fare un paragone: tra tutti i cani quelli che maggiormente sono isterici, ed abbaiano sempre, mostrano i denti, sono i chiwawa. Un alano, o un pastore tedesco, un dobermann o un molosso non hanno alcun bisogno di abbaiare, perché difficilmente possono sentirsi minacciati da qualcuno più forte.

8)Secondo alcuni praticare il culto romano e ‘sinonimo di adesione. Idee politiche di estrema destra, cosa ne pensi?

Oggi non è più così, ma questo pensiero ha avuto, nei tempi passati, un fondo di verità legato a motivi storici. Il Tradizionalismo Romano è rimasto sommerso dall’evo antico fino al novecento, se non per un brevissimo tentativo di rifondazione che fu l’Accademia Romana di Pomponio Leto nel XVsec. 

Nel novecento è tornato alla ribalta nel primo dopoguerra, e ancor di più sotto il fascismo, con diverse iniziative vissute fino alla firma dei Patti Lateranensi nel 1929, quando la Tradizione tornò nel silenzio.
Nel secondo dopoguerra abbiamo un grandissimo odio verso tutto ciò che era fascista, compresa la romanità. Questo ebbe come effetto che chiunque fosse attratto dalla romanità finisse (per esclusione da parte della corrente opposta) per entrare in ambienti di estrema destra, che erano gli unici ad occuparsi di questi temi. Anche perché quei personaggi che avevano rifondato la Tradizione erano ancora vivi ed istruivano i nuovi romani partendo dai presupposti dell’ideologia dell’epoca in cui iniziarono ad operare.
Tuttavia da circa dieci anni la Tradizione Romana sta abbandonando queste posizioni, diventando sempre più un’entità autonoma. Molti gruppi che facevano politica e religione romana insieme hanno deciso di diversificarsi, creando un gruppo che si occupasse solo di Tradizione ed uno solo di politica.
Inoltre sono nate nuove realtà presso le quali la politica è bandita, per esempio la Communitas Populi Romani (della quale sono stato membro fondatore, ed ho assunto cariche a livello internazionale per diversi anni) ha nel suo regolamento interno il divieto assoluto di parlare di politica, ricalcando così un’antica legge romana che vietava di discuterne nei pressi di altari e luoghi sacri.
Ad Maiora Vertite è altrettanto apolitica, tutto quello che scriviamo è solo il prodotto delle fonti, e non ci esprimiamo mai su questioni politiche (se non raramente e solo per sottolineare la decadenza dei costumi dei nostri tempi), ed al suo interno gli autori seguono le idee più diverse.
Alcuni tradizionalisti ci hanno mosso l’appunto che il buon cittadino romano si deve occupare della cosa pubblica. Tuttavia è nostro parere che al giorno d’oggi non ci sia nessuna politica in atto, poiché nessuno si sta occupando della “politiké tékhne” (l’arte di ciò che attiene alla città), né dei suoi “polites” (cittadini), ma ci si occupa solo dei partiti, degli interessi, e di quel che avviene in televisione o sui social.
Io personalmente ho scoperto un mondo di verità grazie al sito dell’ISTAT, dove posso vedere il reale andamento del paese, ed è molto diverso da quanto compare sui giornali, sui notiziari, o di quel che viene detto dai politici.
Perciò non mi sento in colpa a mantenere Ad Maiora Vertite completamente estranea alla politica attuale. 

9)C’ è in tutta Europa un ritorno verso i culti Pagani, secondo te è possibile un reale ritorno al paganesimo in modo ufficiale e duraturo? Riavremo riti Pagani di stato? 

Tutto è possibile. Ma la cosa importante è come questo avverrà e con quale spirito.
Ovvero, sarà un vero ritorno, oppure sarà solo una questione di forma senza alcun mutamento di sostanza?
Prima o poi il vero ritorno (non quello di forma) ci sarà, perché tutto è ciclico, perciò avremo modo di rivivere i tempi antichi, e quelli che stiamo vivendo oggi, in un continuo ritorno. 

Spero però di non vedere mai un finto ritorno del paganesimo, ovvero una cosa solo di facciata, che in realtà nasconde un fanatismo ed una piccolezza d’animo tipica di alcune sette.
Ecco spero invece che questo ritorno sia vero, onesto e sincero.
E da romano più di tutto spero che Roma Renovata Resurgat, spero di veder aggiunta una quarta “R” alla serie Roma, Rinascimento, Risorgimento, e spero di presenziare alla fine di questa maledetta età del ferro.

10) La caduta Dell Impero Romano può essere accostata tra’i vari fattori, anche all’ abbandono del culto degli Dei? 


Certamente si.
Come studioso di storia mi sento di dire che i problemi della religione romana, ed il lento abbandono, penso che sia stato causato dagli sconvolgimenti culturali che sono avvenuto in Roma quando, alla fine delle Guerre Puniche, c’è stata un’invasione culturale greca in Roma. 

Invasione causata dagli stessi romani. Forse avrai sentito parlare del Circolo degli Scipioni, contro cui Catone si è battuto strenuamente.
Questo ha comportato l’oscuramento di moltissime divinità romane ed italiche arcaiche, che sono state completamente coperte da un più o meno simile corrispettivo greco (ma spesso anche per nulla simile), creando uno sconvolgimento sociale enorme. Infatti nell’immediato sono scoppiate una serie di guerre civili: Mario e Silla, Cesare e Pompeo, Ottaviano e Marco Antonio.
Questi eventi hanno condotto alla nascita dell’ Impero, un concetto totalmente estraneo alla mentalità romana. La cultura Italica (e quella romana) si fondano su società che sono governate da un’oligarchia con il sostegno del popolo (Senatus PopulusQue Romanus), ed anche quando a Roma c’era la monarchia il Re era eletto dal Senato, ed il suo potere era da esso bilanciato.
Invece l’Impero, che corrisponde ad uno stato dispotico retto da un solo uomo, è pienamente caratteristico delle culture mediorientali, c’è un vertice con potere ereditario, che è estraneo alle cariche magistraturali. 

Il Rex era un carica, una magistratura, era eletto dal Senato a vita. L’Imperatore no, non compariva formalmente nello stato romano (che ufficialmente rimase sempre una Res Publica), ma gli venivano conferiti poteri e diritti direttamente alla persona.
Io penso che tutti questi sconvolgimenti abbiamo portato il popolo romano a perdere fiducia nello Stato, ed alla religione pubblica e perciò ad andare alla ricerca di altri culti stranieri. 

Inoltre gli stessi Imperatori furono attivi nell’edificazioni di templi e nell’importazione di culti stranieri (soprattutto mediorientali ed egizi), cosa che rese sempre più instabile la tenuta della Religione Romana. Infatti durante la Res Publica l’importazione dei culti era un processo che veniva condotto lentamente, e si preferiva l’interpretatio (cioè l’identificazione degli Dèi stranieri con quelli patri) alla costituzione di nuovi culti, e ad occuparsene era un collegio sacerdotale. Con l’Impero invece ogni nuovo Imperatore faceva e disfaceva a suo capriccio.
Risulta facile quindi comprendere come mai l’Impero Romano venne pervaso dai culti solari mediorientali prima, dal Mithraismo poi, fino ad arrivare alla situazione che non era più possibile distinguere i culti greci da quelli romani, con situazioni difficilmente comprensibili come templi a divinità egizie in città del nord Italia, come Verona, dove tra il cattivo tempo e la nebbia il Sole compare una volta ogni mai.

Da qui è bastato che capitasse un Imperatore a caso che si convertisse al Cristianesimo, non meno casualmente di come era accaduto con altri che veneravano i più disparati culti stranieri, ed il gioco era fatto.
Il resto come si sul dire “è storia”. Il 24 febbraio a Verona terremo una conferenza su questo argomento per il Giorno Pagano della Memoria dal titolo “La fine del paganesimo nell’Impero Romano” (tutte le info sulla nostra pagina FB), dove potrete vedere la vicenda passo passo, e ne pubblicheremo il testo ad una settimana di distanza.Di certo è singolare la sequenza temporale degli eventi che condussero alla fine dell’Impero Romano: nel 391dc viene spento il Fuoco di Vesta (che era rimasto acceso ininterrottamente fin dalle origini di Roma) nello stesso anno Alarico compie un’imboscata all’Imperatore Teodosio presso il fiume Marica, che porta lo stesso nome della Ninfa Italica della fecondità sposa di Fauno e dalla quale nacque Latino, cioè il Re del Lazio la cui figlia sposerà Enea unendo la stirpe dei Troiani con quella Latina. Tre anni dopo i Goti saccheggiano il territorio di Costantinopoli, di lì mossero verso la Grecia, che devastarono, causando la fine anche dei misteri eleusini.
Dieci anni dallo spegnimento del Fuoco i Goti invasero l’Italia, saccheggiandola più volte, e poi nel 410 Roma dopo che la gens cristiana degli Anici Probi gli spalancò le porte.
La violazione del confine sacro di Roma (pomerium) costò al capo dei Goti, Alarico, una morte improvvisa per malattia nello stesso anno.
La caduta dell’impero romano avverrà di lì ad appena 60anni.
Facendo un paragone: è come se noi oggi vivessimo la caduta dell’Impero Romano (476dc), e nel 1934 cioè quando Hitler diventa Führer in Germania e l’Italia inizia la guerra di Etiopia (cose che i nostri nonni hanno visto!), venne spento il Fuoco di Vesta.
Credo che questo sia un paragone temporale che possa rendere l’idea.!

RINGRAZIAMO EMANUELE PER LA SUA INTERESSANTISSIMA INTERVISTA , INVITIAMO I NOSTRI VIANDANTI INTERESSATI AL CULTO ROMANO , A SEGUIRE IL SUO BLOG E LA SUA CONFERENZA SULLA CADUTA DELL’IMPERO ROMANO CHE SI TERRA’ IL 24 FEBBRAIO P.V.

NEL FRATTEMPO VI RICORDIAMO DI CONTINUARE A SEGUIRCI , NUOVI INTERESSANTI ARTICOLI E PRODOTTI VI ATTENDONO SUL NOSTRO SITO .

STAY TOONED.

KYRA.