Il Calderone

Il calderone è il mitico strumento con cui vengono rappresentate nell’immaginazione collettiva le streghe.

Il calderone è una pentola di varie dimensioni solitamente di rame, meglio se stagnato all’interno per poterci cuocere dentro pozioni e tisane a uso magico.

In antichità altro non era che il paiolo in cui si cucinava per tutta al famiglia. Ai tempi in cui essere accusati di fare pratiche magiche era fuoriero di enormi guai per se stessi e per la famiglia, gli sturmenti dell’Arte dovevano avere un aspetto il più comune possibile. Ecco allora il normale paiolo con cui si cucinava per la famiglia in realtà era il calderone con cui si facevano le pozioni oppure ci si metteva l’acqua e si compiva la famosa idromanzia oppure ci si mettevano dentro fiori come offerta oppure ci si mettevano erbe per fare decotti da usare in magia verde per curare i parenti o se stessi .

Il calderone a tutt’oggi viene usato più o meno per questi scopi, chi lo ha stagnato e quindi davvero può cucinarci lo può usare effettivamente per farci decotti e pozioni a uso magico, non certo il sugo per le fettuccine sia chiaro. L’uso deve sempre essere esclusivamente per operazioni magiche.

A livello pratico quindi serve davvero se si sa come usarlo.

A livello esoterico il calderone è connesso al grembo della Dea madre, è sottilmente a lui che si ispira il mito del Santo Grall, la coppa che nel mito dei cavalieri di Re Artu’ tutti cercano per risanare il re malato e riportare l’epoca d’oro di Camelot in auge.

In termini pagani il calderone è come abbiamo detto il Grembo della Dea Madre. Nel celtismo troviamo il mito della Dea Cerridween che nel suo calderone girava per notti la pozione che avrebbe dato incredibili poteri al figlio ma il servo la rovesciò per errore, delle gocce gli schizzarono sulle labbra e fu lui ad avere incredibili poteri con grande ira della Dea che lo insegui per ogni dove.

Esiste persino il rito del Calderone della Trasformazione di Cerridwen. Nel Calderone si muove e si mescolano tutti gli elementi e per questo è connesso all’Akasha cioè al quinto elemento che riassume tutto.

I calderoni in Ghisa sono ottimi per bruciarci dentro fogli di petizione, non solo, ma nel calderone si possono bruciare incensi, porre candele, mettere acqua e praticare come già detto l’idromanzia ma si può anche usare per consacrare l’Athame ( il pugnale rituale). Quando ne comprate uno l ‘importante è lavarlo bene visualizzando che tutte le impurotà vadano via e poi consacrarlo secondo i vostri usi o la tradizione a cui appartenete.

Kyra